Da non perdere

Soggiornare a Scicli, per noi, vuol dire arricchire l’esperienza del viaggiatore perché un viaggio non è fatto solo di mete da raggiungere ma di luoghi, sapori, profumi e suoni da vivere intensamente. Per noi, i turisti sono gli attori del magico spettacolo che la nostra terra “naturalmente” offre e non i semplici spettatori di un multisala di periferia. Per questo abbiamo selezionato una serie di attività che hanno il pregio di coinvolgere, emozionare e scalfire per sempre la memoria del viaggiatore.

La cavalcata di San Giuseppe

La cavalcata di San Giuseppe rievoca la fuga in Egitto della Sacra Famiglia e si festeggia ogni anno nel fine settimana coincidente o prossimo al 19 marzo.

Questo evento è caratterizzato dalla sfilata dei cavalli bardati che in una sorta di competizione si sfidano per chi realizza il manto più bello.

È questo il momento più suggestivo di tutta la manifestazione sia sul piano artistico che su quello folcloristico. Comincia intorno alle 18 del sabato e si conclude la domenica sera con la cena, che è un’asta popolare in cui vengono battuti al miglior offerente i prodotti gastronomici e non che i fedeli hanno donato per l’occasione alla chiesa.

La preparazione comincia molti giorni prima, quando i vari gruppi di cavalieri si riuniscono per progettare e poi realizzare l’opera d’arte fatta di violacciocche (u balucu) che vestirà il proprio cavallo durante la festa.

Dopo la sfilata che dal quartiere San Giuseppe si snoda fino in Piazza Italia, parte il corteo che attraversa le vie del centro storico donando colore alle strade ed ai piccoli falò che fungono anche come luoghi di ritrovo per festeggiare in gruppo.

Davvero spettacolari sono i cavalli bardati e i cavalieri che per l’occasione vestono con tradizionali abiti contadini: pantaloni e gilet di velluto nero, camicia bianca, fazzoletto rosso, tradizionale berretto e stivali.

Questa festa apre la primavera e i vari elementi che la caratterizzano sono dei simboli che celebrano il risveglio dopo l’ inverno.

Festa delle Milizie

L’ultimo sabato di maggio, quasi a sancire le feste di primavera, e’ tradizione ricordare, con una rappresentazione teatrale in piazza, la tentata invasione di Scicli da parte dei saraceni.

In quel periodo (era l’anno 1091) Scicli era sotto il controllo delle truppe normanno cristiane che trovandosi in difficoltà invocarono l’aiuto della Madonna.

Con un mantello azzurro e una corona in testa, sopra un cavallo bianco e con una spada in mano, ecco apparire la Maria Vergine in aiuto ai cristiani e mettere in fuga i saraceni.

L’evento e’ molto scenografico e suggestivo e si svolge al tramonto. I momenti più suggestivi sono sicuramente l’apparizione della Madonna a cavallo e il canto dell’angelo.

I turchi che nella battaglia hanno la peggio vengono ricordati nei giorni che precedono l’evento con un dolce a base di crema o ricotta che si ispira proprio ai turbanti che indossavano: le famose Teste di Turco. Da ricercare in tutte le pasticcerie della città.

Pasqua

Il tripudio della festa comincia già la notte del sabato, quando dopo la veglia pasquale, i giovani, scalpitanti e trepidanti, si riuniscono a Scicli nella Chiesa di Santa Maria La Nova, sperando di sollevare il Cristo finalmente risorto. Un’ansia durata a lungo, di cui i giovani e i meno giovani sperano di liberarsi, perché i portatori del Gioia sono i virgulti più robusti e forti della città, pronti a dimostrare tutta la loro devozione al Cristo, sovrano del loro cuore.

Tutta l’altra gente vive lo stesso tremito e spasmo dei portatori e sostiene, anche solo con la presenza o il semplice sguardo, il teatrino delle parti. Infatti, i portatori diventano personaggi speciali senza i quali alcuna festa avrebbe inizio: l’armoniosa baldoria comincia a mezzogiorno del mattino di Pasqua, quando dopo il rientro del Venerabile per le vie del paese, i portatori, accompagnati dall’immancabile banda musicale, acclamano ad una sola voce: “Gioia”.

Gioia per un Cristo dalle fattezze umane che esprime il trionfo della vita, gioia di essere insieme come comunità, gioia per la luce del sole che spesso accompagna il loro notevole sforzo fisico.

Il tutto si svolge fino alle tre del pomeriggio, per poi ripetersi alla sera, intorno alle undici circa, quando il simulacro viene di nuovo portato in spalla lungo le strade e i crocicchi di Scicli.

Alle tre di notte si realizza lo spettacolo più emozionante, quando i portatori non trovano pace nel dover riporre il “Gioia” all’interno della Chiesa. Così tra un giro e l’altro sullo spiazzale del sagrato, la festa si mostra in tutta la sua irrazionalità, in un’esagerazione fanatica che scorre nel sangue barocco degli sciclitani, tuttavia chi assiste a tutta la manifestazione non potrà esimersi dall’urlare: GIO GIO GIOIA!!!!

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