Cavalcata di San Giuseppe 2015

A Scicli, l’originalità della festa del Patriarca affonda le proprie radici nel medioevo; una tradizione capace di riaccendere, di anno in anno, la passione dei fedeli e suscitare la curiosità dei viaggiatori dei giorni d’oggi, sensibili alle molteplici sfumature di colori e di umanità celate nel folklore, tra storia e religione.

La Cavalcata di San Giuseppe è l’omaggio della comunità sciclitata a San Giuseppe che, su un asino, condusse in Egitto Maria e il bambino Gesù. Sacra Famiglia rievocata, insieme ad altri simboli sacri, nelle bardature dei cavalli che sfilano in corteo per il paese montati da cavalieri nei costumi tipici della tradizione contadina locale: pantaloni e gilet di velluto nero, camicia bianca ricamata con maniche rimboccate, fascia multicolore intessuta ai fianchi, fazzoletto rosso al collo, burritta col giuro in testa e una pipa di creta o di canna. 

Ma l’arte e le suggestioni della Cavalcata scaturiscono, senza dubbio, dalle magnifiche bardature addosso ai cavalli. Sono centinaia le persone che, nei giorni precedenti la festa, si riuniscono nei dammusi, al pian terreno della abitazioni, per la lunga e laboriosa preparazione di “quadri” intessuti di viola ciocche, il cosiddetto bàlucu. Le gualdrappe di tela di juta, intessute con migliaia di fiori freschi e sonagli, sono pregiati capolavori artistici della maestria artigianale locale.  

La festa ha inizio quando il corteo di cavalli e cavalieri, dalla centrale Piazza Italia, si muove verso il sagrato della chiesa di San Giuseppe dove si unisce, in testa alla processione, il simulacro della Sacra Famiglia. Quattro cacciari, due davanti e due dietro il cavaliere, a forma di croce “per far luce alla Sacra Famiglia” illuminano il percorso del corteo che prosegue per tutta la sera per le vie della città e accendono i pagghiara, cataste di frasche e masserizie incendiate. 

I riti attorno alla festa di San Giuseppe prevedono anche degustazioni di dolci e pietanze tipiche come “u cucciddatu e il fagiolo cosaruciauru” che è presidio Slow Food.

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