Pasqua 2016 a Scicli

Partono domenica 20 marzo i festeggiamenti protagonisti della Pasqua sciclitana. La Domenica delle Palme è, infatti, l’inizio di un percorso mistico, intimo, spirituale che conduce sciclitani e ospiti viaggiatori, credenti e non, attraverso un viaggio esperienziale pieno di emozioni e suggestioni, alla Pasqua, rendendo veramente nostro il viaggio dalla vita, alla morte, alla resurrezione di Cristo.

La Domenica delle Palme a Scicli è la giornata dedicata all’Addolorata di Santa Maria la Nova, verso la quale gli sciclitani tutti professano devozione assoluta lungo una processione commossa e raccolta, da alcuni compiuta a piedi scalzi, che muove dalla Chiesa di Santa Maria la Nova nel pomeriggio per tornarvi a tarda sera dopo lo spettacolo dei fuochi artificiali. Stesso animo è proprio dell’Addolorata di San Bartolomeo, ‘U Cricifissu, che parte, però, dall’omonima chiesa nella giornata del Martedì Santo. Novità di questi ultimi anni è la Via Crucis vivente che si svolge in notturna il mercoledì prima di Pasqua, dalle 20.00 in poi, lungo le strade del centro storico di Scicli.

Giovedì sera è la volta dei Saburcara, riproposizione figurata dell’Ultima Cena di Cristo, che sono presenti in diverse forme davanti agli altari delle varie chiese della città. I Sepolcri vanno sempre visitati in numero dispari come vuole la tradizione. La sera del Giovedì Santo è, poi, assolutamente da visitare la chiesa rupestre del Calvario, ricavata nella roccia durante la prima metà del cinquecento e nella quale si può trascorrere una notte di intima preghiera recitando il Dies Illa.

I riti della Settimana Santa proseguono il venerdì con la silenziosa e dolorosa processione dell’Addolorata di San Giovanni, già dell’Ospedale, insieme al fercolo del Cristo Morto proveniente da Santa Maria la Nova, nella quale si è consumata la messa solenne e il rito della Scisa a Cruci.

Il silenzio che avvolge la città da questo momento diventa fragoroso e felice frastuono la mezzanotte della domenica quando all’interno della Chiesa di Santa Maria la Nova si consuma la Resuscita e il Gioia, il Cristo Risorto, saluta la sua città devota benedicendone i nati nell’ultimo anno grazie al rito del Crisci Crisci.

La domenica di Pasqua è il giorno più importante dell’anno per Scicli e gli sciclitani, un tripudio unico di fede, felicità e idolatria che ha pochi paragoni: in una città impazzita L’Uomu Vivu “barcolla, traballa, sul dorso della folla”, come ha scritto e canta il grande cantautore Vinicio Capossela, dall’ora di pranzo fino a notte fonda in un crescendo costante di emozioni sempre nuove e senza fine.

I riti della Settimana Santa e la festa dell’Uomo Vivo sono entrati a far parte del Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia promosso dall’UNESCO nel 2011 per sottolineare, se ce ne fosse ancora bisogno, il loro immenso valore culturale, sociale e religioso.

Foto: Shandora.it